La storia di Hachiko

Quella che stiamo per raccontare è una storia realmente accaduta e narra del commovente rapporto d’affetto e lealtà tra un cane e il suo padrone.
Tutto ha inizio nel gennaio del 1924, quando Hidesamuroh Ueno, professore presso l’università di Tokyo, adottò un cucciolo di Akita bianco, a cui diede il nome di Hachiko.
Il professor Ueno, abitava a Shibuya e ogni mattina si recava presso la locale stazione per raggiungere l’università di Tokyo in cui insegnava, accompagnato dal suo fedele cane.
Hachiko, si era talmente abituato agli orari del suo padrone, che ogni giorno si recava alla stazione alle 3 del pomeriggio, orario in cui il treno riportava a casa il professor Ueno.
Il 21 maggio del 1925, un avvenimento inaspettato come può essere un infarto, tolse la vita al professor Ueno mentre si trovava all’università di Tokyo.
Hachiko, come di consueto, si recò alla stazione con la gioia di rivedere il suo padrone, ma non poteva sapere che non lo avrebbe più visto.
Nonostante la delusione del primo giorno, Hachiko si recò alla stazione il giorno seguente e continuò nei giorni a seguire, speranzoso che da un momento all’altro, avrebbe rivisto l’uomo a cui era legato.
Inizialmente, nessuno diede importanza a questo cane che si appostava alla stazione, ma il suo persistere, attirò l’attenzione del capostazione e delle persone che abitualmente prendevano il treno, tanto che cominciarono a prendersene cura.
Presto, i frequentatori della stazione seppero del motivo per cui Hachiko si recava lì e così, la commovente storia del cane che aspettava il ritorno del suo padrone, si diffuse in tutto il Giappone, tanto che moltissime persone incominciarono a raggiungere la stazione di Shibuya per poterlo vedere.
Nell’aprile del 1934, lo scultore Teru Ando, realizzò una scultura in bronzo con le sembianze di Hachiko che fu posta nella stazione di Shibuya, alla presenza dello stesso cane.
L’8 marzo 1935, Hachiko moriva di filariosi all’età di 12 anni, dopo i 10 lunghi anni d’attesa.
La sua morte fu talmente sentita dall’intera popolazione giapponese, che si decise di dichiarare un giorno di lutto nazionale in suo onore.
Curiosità:
-Il vero nome di Hachikō era Hachi e il suffisso “kō” fu usato come vezzeggiativo.
-La scultura che oggi è presente nella stazione di Shibuya, non è quell’originale dello scultore Teru Ando, che fu sciolta durante la Seconda Guerra Mondiale per ricavarne armi, ma del figlio Takeshi Ando, che ricevette la commissione nel 1948.
-Esiste una seconda scultura di Hachiko a Odate, luogo in cui nacque.
-Grazie ad un trattamento particolare, il corpo di Hachiko è stato mantenuto perfettamente ed è visibile presso il Museo Nazionale di Natura e Scienza della città di Shibuya.
-Alcune ossa di Hachiko sono state sepolte a Aoyama, accanto alle spoglie del suo padrone.
-L’8 aprile di ogni anno, in Giappone viene organizzata una cerimonia in ricordo di Hachiko.
-Hachiko è diventato protagonista del film “Hachiko Monogatari” del 1987 e in diversi libri.

Il 30 dcembre 2009, esce il film “Hachiko – Il tuo miglior amico”, per la regia di Lasse Hallstrom ed interpretato da Richard Gere e Joan Allen.
La struggente storia di Hachiko, ci fa capire quanto gli animali possano amare i propri padroni e quanto traumatica possa essere per loro l’esperienza dell’abbandono.

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